OSSO INSUFFICIENTE: POSSO METTERE UN IMPIANTO?

0 8 luglio 2017

Quando un dente viene estratto, la mancanza dello stimolo masticatorio comporta un fisiologico riassorbimento dell’osso in corrispondenza dell’edentulia. Il processo di riassorbimento è soggettivo: infatti in alcuni casi anche il passaggio di decine di anni da un’estrazione non comporta un significativo cambiamento della disponibilità ossea nella sede edentula, in altri invece bastano pochi mesi/anni per portare a un riassorbimento significativo dello spessore e dell’altezza ossea disponibile, rendendo quindi impossibile il posizionamento di un impianto senza prima aver fatto una rigenerativa ossea. La causa del riassorbimento oltre che temporale può essere infiammatoria. Infatti le cisti dentali possono accrescersi all’interno dell’osso comportandone un’erosione progressiva. Quando presenti vanno rimosse eliminando l’eziologia della lesione stessa. Spesso l’approccio risolutivo può essere conservativo/endodontico. Quando questa soluzione non è percorribile la terapia deve essere chirurgica, e consiste nella rimozione della lesione cistica. Una volta rimossa in corrispondenza della lacuna si posiziona, quando necessario, un innesto di osso sintetico. Oltreché sintetici gli innesti possono essere autogeni, cioè prelevati direttamente dal paziente in altre regioni del cavo orale. Sono varie le metodiche di interven

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0 18 febbraio 2017

La conservativa è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di restaurare un dente compromesso “conservandone” la struttura e la funzionalità all’interno della bocca. La causa più comune di compromissione dentale è la carie, un’ indebolimento della struttura del dente indotto da un processo batterico. Il trattamento della carie dentale consiste nella rimozione di tutto il tessuto cariato e nella sua sostituzione con un restauro estetico in composito/ceramica in grado di ricreare la corretta morfologia, estetica e funzionalità masticatoria del dente. Esistono però casi in cui la carie è talmente profonda da interessare la polpa del dente, rendendo così impossibile risolvere il problema con la semplice otturazione. Quando infatti un’ infezione interessa questa struttura la vitalità del dente è compromessa e, cosa molto importante, l’infiammazione della polpa (pulpite) si manifesta spesso con dolore anche di elevata intensità giacchè l’edema pulpare, conseguenza dell’infiammazione, restando compresso nella cavità ossea della radice, scarica tutta la sua pressione sui vasi e sui nervi procurando dolore vivissimo e pulsante e, se non trattata, spesso necrosi ischemica della polpa stessa. La soluzione unica quando ciò accade è la d

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0 19 dicembre 2016

Partendo dal dato di fatto che le amalgame d’argento quando ben fatte possono durare anche decenni, la loro rimozione per soli motivi estetici è molto spesso sconsigliata. La modalità di preparazione della cavità, a differenza di quelli che sono i principi di preparazione attuali con l’utilizzo delle resine composite, prevedeva con l’amalgama una ritenzione prettamente meccanica. Per garantire una tenuta e una buona fattura dell’ otturazione si dovevano rispettare dei requisiti minimi di preparazione con un sacrificio spesso eccessivo di tessuto dentale, anche sano. Pertanto, spesso anche per carie di piccole dimensioni, l’estensione della ricostruzione in amalgama risultava essere importante. Per questo, quando la congruità e lo stato dell’amalgama risulta mantenuto, sconsigliamo la sua sostituzione con un’otturazione in resina composita per soli motivi estetici. Il rischio, per avvicinamento alla polpa dentale e differente coefficiente di dispersione termica dell’amalgama e della resina composita, è di indurre la comparsa di sintomatologia e sensibilità dentinale, in casi limite con la successiva necessità di procedere per la sua risoluzione alla devitalizzazione del dente. Sulla tossicità delle amalgame dentali per il loro contenuto di mercurio la dia

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0 26 novembre 2016

Vuoi scoprire se Invisalign fa per te? Hai problemi di malocclusione o hai da sempre voluto risolvere un affollamento dentale mai trattato? Vuoi scoprire anche Tu se puoi risoolverli con il trattamento Invisalign che ha regalato un motivo per sorridere a oltre 2,5 milioni di pazienti in tutto il mondo? Invisalign® con i suoi aligner trasparenti e rimovibili è in grado di trattare un’ampia gamma di problemi di allineamento, da casi di affollamento, forte spaziatura, morso crociato a casi di overbite e morso inverso: di seguito una sintetica descrizione – L’ affollamento dentale  si ha quando lo spazio disponibile nell’arcata non è sufficiente per alloggiare tutti i denti in modo adeguato, il morso crociato si presenta quando le arcate superiore e inferiore sono disallineate. Generalmente, uno o più denti superiori mordono nella parte interna dei denti inferiori e questo può verificarsi nella parte anteriore e/o sui lati. – Per morso profondo si intende i denti superiori che si sovrappongono in modo significativo sui denti inferiori – il morso inverso  si ha quando i denti inferiori sporgono oltre i denti supero-anteriori, generalmente a causa del sottosviluppo dell’arcata superiore o del sovrasviluppo dell’arcata infe

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0 12 novembre 2016

Evitare di curare i denti da latte perché devono cadere è sbagliato, infatti devono essere trattati come i denti permanenti. Bisogna sapere che un’infezione dei denti decidui può anticipare quella che dovrebbe essere la fisiologica caduta degli stessi che potrebbe provocare la nascita dei denti permanenti non in posizione corretta ma soprattutto potrebbe cariare la gemma del dente permanente sottostante. I denti da latte fungono da guida per quelli permanenti pertanto se quelli da latte vengono estratti prima del dovuto perché cariati, il dentino sottostante tenderà a non nascere nel momento giusto ma in ritardo rispetto a quella che è la sua fisiologica eruzione, oppure in posizione non corretta. Curare una carie dei denti da latte quando ancora è piccola può evitare di dover poi intervenire in urgenza quando comincerà a fare male, provocando stress nel bambino che tenderà a vedere il dentista come un “nemico” . Ciò renderà difficile poi abituarlo alle routinarie visite di controllo che sono importantissime per prevenire vari tipi di problemi che potrebbero crearsi nella bocca del piccolo, sia dei denti da latte che di quelli permanenti. Ad esempio abitudini viziate quali il succhiamento del dito o del ciuccio possono portare a un’alterazion

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0 14 ottobre 2016

Pensare che la perdita di un dente non abbia nessuna conseguenza è sbagliato, in quanto la sua assenza potrebbe provocare una perdita di struttura ossea, difficoltà nella masticazione, può portare i denti adiacenti a spostarsi e occupare lo spazio del dente perduto e comportare alla lunga un cambiamento dell’aspetto fisico. La prima cosa da capire è che ogni dente è importante. L’assenza di un dente provoca inevitabilmente il riassorbimento dell’osso, che con il passare del tempo potrebbe compromettere anche i denti sani vicini che inizieranno a muoversi. Per evitare che ciò accada, la cosa migliore da fare è sicuramente riabilitare il prima possibile l’edentulia con l’implantologia. Se si aspetta potrebbe poi essere necessario per riabilitare l’edentulia eseguire un innesto osseo, con una conseguente maggiore tempistica riabilitativa e ovviamente una maggiore spesa economica. L’impianto ha le stesse caratteristiche di un dente naturale, la “vite” nell’osso funge da radice e proprio come i denti naturali ha bisogno di una adeguata igiene per durare nel tempo. Come nei denti naturali può verificarsi la pericoronite (infiammazione della gengiva attorno al dente) causata prevalentemente da una mancanza di igiene corretta, anche negli impianti può manifestarsi la perimpla

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0 8 settembre 2016

I denti da latte o decidui sono 20, 10 per arcata, 5 per emi-arcata. I primi ad erompere a 6 mesi sono gli incisivi centrali inferiori, seguiti subito dopo dai superiori. Seguono gli incisivi laterali e dopo ancora, a circa 1 anno, i primi molari inferiori e superiori. A 1 anno e mezzo spuntano i canini e a circa 2 anni la dentizione decidua viene completata con l’eruzione dei secondi molari da latte. Questa fase della vita nel bambino può manifestarsi con nervosismo e irrequietezza, a volte anche con inappetenza e diarrea. In genere questi stati di malessere vanno incontro a remissione spontanea, ma se persistono è preferibile contattare il pediatra. La dentizione decidua viene progressivamente sostituita da quella permanente, costituita da un totale di 32 denti, 16 per arcata, 8 per emiarcata. Essi sono in sequenza per emiarcata l’incisivo centrale, l’incisivo laterale, il canino, il primo e il secondo premolare, il primo e il secondo molare e il terzo molare, più comunemente conosciuto come dente del giudizio. I primi 5 sono succedanei e sostituiscono i rispettivi denti da latte. I molari che erompono nei settori posteriori, grazie alla crescita ossea della mascella e della mandibola erompono come supplementari alla dentizione decidua. I denti perma

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0 14 luglio 2016

Grazie all’implantologia dentale si riesce a riabilitare anche una situazione di edentulia totale. (mancanza di tutti i denti). Quando le condizioni lo permettono infatti in un’unica seduta si procederà all’estrazione degli elementi residui (quando presenti e irrecuperabili) e al posizionamento dei quattro o sei impianti endossei. Il numero ridotto di impianti consente di sfruttare la disponibilità ossea del paziente anche in caso di riassorbimento osseo posteriore e per l’arcata superiore l’espansione in senso laterale dei seni mascellari, delle cavità piene d’aria che abbiamo a livello del cranio per alleggerirlo. Per rendere meno invasivo l’intervento oltre alla tradizionale anestesia locale intra orale può essere eseguita una sedo-analgesia cosciente da un anestesista specialista, che consentirà di limitare al minimo la percezione sensoriale dell’intervento stesso da parte del paziente sia in termini di sintomatologia e fastidio che in termini temporali, cioè di percezione del tempo che passa. Al posizionamento degli impianti endossei, quando la stabilità primaria degli impianti nell’osso lo consente, seguirà un’impronta dell’arcata che rileverà la posizione degli impianti. Sulla stessa il tecni

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0 1 luglio 2016
I terzi molari, meglio conosciuti come denti del giudizio, normalmente dovrebbero raggiungere la loro posizione in arcata tra i 18 e i 25 anni. Tuttavia molto spesso ciò non accade per mancanza di spazio in arcata e i denti  del giudizio rimangono inclusi sotto il livello dell’osso e della gengiva o in parziale inclusione solo gengivale. In questi casi il dente del giudizio può dare sintomatologia e dolore in quanto la gengiva che lo circonda subisce un’infiammazione diffusa detta “pericoronite”. Tale sintomatologia, a seconda dell’entità del problema, può essere sporadica o persistente nella zona retromolare e rendere quindi necessario un intervento specialistico. Non è sempre necessario procedere con l’estrazione del dente in quanto, quando la sua posizione in arcata è favorevole basta favorirne con un piccolo intervento l’estrusione (la fuoriuscita del dente) in arcata.

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0 16 dicembre 2015

Per un colore dei denti inalterato fondamentale è una corretta igiene orale.

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